Il riposo del guardiano della costa

Questo grande masso si trova sopra un dirupo che si affaccia al mare, ed osservandolo con un po’ d’immaginazione, appare il profilo di un viso. Immagino un guardiano della costa, durante il suo riposo; esprime tranquillità e beatitudine dall’accenno di un sorriso che scorre lungo una crepa centrale. È lì, immobile nel proprio delimitato spazio ad osservare gli eventi ed a seguire il corso lento del tempo, scandito dal ritmo delle onde del mare sottostante. È un grande blocco di pietra poggiato in equilibrio sul morbido terreno sabbioso, così tanto pesante e statico, quanto ricettivo e sensibile alla vita: è freddo di notte, quando l’aria fresca lo accarezza, è caldo di giorno, quando i raggi di sole si stendono sulla sua grezza superficie fino a riscaldarlo in profondità; è umido e luccicante della brina mattutina, salato della salsedine del mare; è bagnato e lavato dalla pioggia, poi asciugato e rinfrescato dal vento. Niente lo sconvolge, niente lo smuove. Non mi è ben chiaro come possa trovarsi in questo punto della scogliera: in effetti non c’è alcun monte affianco da dove può essersi staccato, e non è stato portato dal mare. Sembra caduto direttamente da una nuvola, dal cielo. Non ci si spiega come e perché si ritrovi proprio qui. Ma questo è il suo posto, un angolo del mondo tutto suo, a lui destinato, per ‘stare’ e ‘restare’ nei tempi a convivere con l’universo, custodendo madre terra, contemplando il cielo ed ascoltando l’umore estroverso del mare, nella sua immobile e totale quiete compiacendosi della bellezza della vita intorno.
